La situazione delle aggressioni al personale del SSN è un problema che sta diventando insostenibile; il 75% delle aggressioni riguardano le donne e il luogo di lavoro più a rischio è il Pronto Soccorso (PS).

La presidente FNOPI è stata intervistata durante la trasmissione del TG2 Post e la sua analisi è chiara e segnala tra le problematiche principali la carenza numerica di circa 65000 infermieri.

Ma non basta, perchè l'aggressione è solo l'effetto provocato da cause evidenti come modelli organizzativi poco funzionanti e mancate risposte di salute al cittadino.

La presidente propone una soluzione per i pronto soccorsi che passa attraverso la formazione per far si che il personale del SSN sia preparato a leggere i segnali e per adeguare il proprio modello comportamentale e relazionale per affrontare le criticità del cittadino.

Inoltre, afferma che è necessario un modello d'azione proattivo per creare soluzioni prima che arrivino le aggressioni e distinguere quando il problema è la mancata erogazione della prestazione o un atteggiamento meramente criminale.

In fine non può mancare l'osservazione che  i cittadini si rivolgono al PS per prestazioni a cui non è deputato.

Vorrei aggiungere un'ultima considerazione, il problema del sovraccarico del PS, è diventato un cliche usato e abusato dato che davanti a questa informazione nessuno cerca una soluzione vera e la colpa non può essere del cittadino che non è in grado di valutare il proprio problema.

In aggiunta, il medico di famiglia (MMG) quando va bene ha 18 ore di ambulatorio nei giorni feriali e fa visite per telefono. Questo vuol dire che se fa ambulatorio il venerdì mattina e poi il lunedì pomeriggio un assistito non ha il MMG per 72 ore consecutive e quindi si reca in PS. 

La soluzione potrebbe essere, come ha precisato la presidente, costituita dai Punti Unici di accesso ma ne dovrebbe essere divulgata la presenza.

https://www.fnopi.it/2023/01/13/tg2post-violenza-mangiacavalli/

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