crisi lavoroIl contratto CCNL Sanità è stato firmato, ma purtroppo non integra delle indicazioni per consentire ai neoassunti di restare nelle Aziende Sanitarie.

Come infermieri le nostre prospettive a breve termine, nei mesi di gennaio/febbraio ci consentiranno di renderci conto che l'aumento dello stipendio non coprirà l'inflazione, la spesa, il carburante, il riscaldamento e continueremo ad essere una professione che ha una paga base che richiede i sussidi dello stado.

Quelli che sono i nostri problemi quotidiani di infermieri anziani con famiglia, si amplificano quando un giovane monoreddito si sposta e va in affitto in un'altra città per avere un contratto a tempo indeterminato.

Le aziende sanitarie del Centro Nord hanno ripreso a fare concorsi regolarmente, potrebbe sembrare un successo, ma il motivo è che le graduatorie finali sono sempre più risicate perchè partecipano pochi infermieri.

Questo perchè le aziende sanitarie non riescono a trattenere i giovani neolaureati e i motivi sono molto diversi fra loro, ad esempio:

  • il costo della vita, che non rende conveniente spostarsi per lavorare,
  • il blocco della mobilità per 5 anni (che porta gli infermieri ad essere in graduatoria su più concorsi, perchè immediatamente cercano la soluzione più immediata per avvicinarsi a casa),
  • la chiamata dalla graduatoria, il primo contatto telefonico indispone subito il neoassunto, spesso duro e chiede la disponibilità immediata e favorisce il pagamento di una penale per le dimissioni senza preavviso,
  • la mancata fruizione delle ferie entro l'anno, fa si che l'azienda sanitaria si presenti subito come un datore di lavoro che sfrutta il lavoratore,
  • gli straordinari non pagati, tutti accumulati nel ROS o peggio non pagati ad arbitrio,
  • problemi comunicativi intra reparto, questo è un aspetto che a volte coinvolge entrambe le parti, ma quando ci sono certi coordinatori si può solo scappare,
  • eccessiva burocrazia che non consente di erogare un'assistenza vera, questo crea domande anche nei professionisti anziani che invitano i neoassunti a fare altro,
  • mancanza di una prospettiva di sviluppo professionale, essere 2-5-10 anni nello stesso reparto porta dei riconoscimenti/vantaggi modesti o pari a zero,
  • ecc.

Chi deve trovare una soluzione alla crisi dei neoassunti?

Le Aziende Sanitarie del Nord avranno problemi enormi per la carenza di neoassunti che si ripercuoteranno su noi lavoratori e ci sono diversi attori che possono intervenire:

  • compete ai sindacati, che possono inserire dei commi nel CCNL che favoriscono i neoassunti, in termini di assunzione senza penali, ma dovrebbero chiedere di abolire il blocco dei 5 anni, art.35 comma 5 bis DECRETO LEGISLATIVO 30 marzo 2001, n. 165
  • compete alla FNOPI di monitorare il problema e la fenomenologia che lo circonda per cercare di comprenderlo e proporre soluzioni,
  • compete a noi infermieri mettere il neoassunto nelle condizioni migliori per lavorare e di comprendere il mondo del lavoro,
  • soprattutto compete alle regioni, il nostro datore di lavoro, trovare una soluzione vera.

La crisi dei neoassunti arriva anche perchè molti resteranno nelle Aziende Sanitarie del Sud che hanno avuto il via per le assunzioni per la pandemia e che avranno i soldi del PNRR.

Quello che non viene ancora compreso è che i giovani infermieri come tutti cercano sicurezza, stabilità e prospettive e se non le trovano sono liberi da vincoli e si spostano, ieri liberi di fare una mobilità dopo 6 mesi di prova, restavano anche per 10 anni, oggi con il vincolo di 5 anni se ne vanno dopo pochi mesi per concorso.

Foto di Lukas Bieri da Pixabay 

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