Ferite croniche e biofilm: le nuove Raccomandazioni di Buona Pratica Clinico-Assistenziale AISLeC-AIUC
Chi si occupa di lesioni cutanee croniche conosce bene la ferita che “non ne vuole sapere” di guarire e tra i fattori che mantengono la cronicità, il biofilm batterico è oggi riconosciuto come uno dei più rilevanti: una comunità microbica strutturata, adesa al letto della ferita e protetta da una matrice extracellulare.
Una metanalisi del 2025 ne stima la prevalenza aggregata nelle ferite croniche intorno al 68% (IC95% 58–79%), pur con una marcata eterogeneità metodologica tra gli studi. Mancava, in particolare, un riferimento condiviso e a colmare il vuoto è arrivato il documento RBPCA-00168 “Appropriatezza nella gestione delle ferite croniche con biofilm”, elaborato da AISLeC (Associazione Infermieristica per lo Studio delle Lesioni Cutanee) e AIUC e pubblicato sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità. In questo articolo lo presentiamo dal punto di vista di chi lo dovrà applicare: l’infermiere.
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