Diario di un infermiere psicoterapeuta: tre tecniche pratiche di sopravvivenza emotiva
A volte, nel mezzo di un turno in ospedale o in clinica che sembrava non finire mai, mi fermavo un secondo. Sentivo il peso della divisa, la stanchezza che premeva sulle tempie e quel rumore di fondo come un brusio: richieste incessanti, storie appena ascoltate che pesavano come macigni. Per anni ho vissuto quella trincea, convinto che resistere e stringere i denti fosse l'unica opzione possibile.
Oggi la mia realtà è diversa. Sono uno psicoterapeuta e infermiere, e lavoro nelle SRP (Strutture Residenziali Psichiatriche) e in centro semiresidenziale. È proprio qui, in questo contesto di cura profondo e specializzato, che ho capito davvero la natura dello stress che mi portavo addosso dai miei lavori passati.