L'INPS ha indetto in primo concorso nazionale per infermieri, infatti i 63 posti sono distribuiti su 16 sedi in diverse regioni. Eppure il più grande istituto italiano si è impastato nella burocrazia dei concorsi e sono due i motivi principali.

Il concorso scadeva a dicembre ma il termine per l'invio delle domande è stato prorogato al 31 gennaio 2022.

Leggendo il bando hanno fatto un errore incredibile che forse porterà ad un ulteriore proroga del termine.

Il testo del comunicato riporta:

Avviso di selezione per l’acquisizione di n.63 infermieri mediante assegnazione temporanea in posizione di comando, ai sensi dell’art. 30, comma 2-sexies, D. Lgs. n.165/2001 e smi.

Si comunica che in forza della determinazione direttoriale n.226 del 20.12.2021 è prorogato il termine di presentazione della domanda di partecipazione alla selezione per l’acquisizione di n.63 infermieri, mediante assegnazione temporanea in posizione di comando, ai sensi dell’art.30, comma 2-sexies, D.Lgs. n.165/2001 e s.m.i.

Il nuovo termine per l’invio delle domande è fissato alle ore 12 del 31 gennaio 2022.

I candidati che hanno completato la domanda senza aver allegato il nulla osta prescritto dall’art.3, comma 11, dell’Avviso di selezione dovranno compilare una nuova domanda di partecipazione, comprensiva di nulla osta, che annulla e sostituisce la precedente da ritenersi non valida ai fini della selezione.

Termine presentazione domande: 23/12/2021 h.12.00 Nuovo termine: 31/01/2022 h. 12.00

Il fallimento del primo concorso nazionale per infermieri parte da due scelte dell'INPS:

la prima è quella di avere infermieri già assunti dalle ASL italiane che dovrebbero trasferirsi con una forma temporanea chiamata "comando". Il comando comporta che l'infermiere resta dipendente dell'ASL di provenienza e l'INPS paga lo stipendio. Questa forma di concorso prevede che le ASL diano in anticipo il consenso al trasferimento del dipendente. Oggi le ASL hanno migliaia di dipendenti e se in 1000 fanno domanda la direzione dell'ASL si bloccherebbe per far avere all'INPS un infermiere, non ha senso. Oggi nemmeno i concorsi di mobilità chiedono più il preventivo assenso, perchè è una norma che crea lavoro inutile per le direzioni amministrative. Le direzioni delle aziende sanitarie dovrebbero autorizzare l'uscita di personale infermieristico senza sapere se l'infermiere candidato vincerà il concorso (quindi le direzioni lavorerebbero per niente), inoltre si aggiunge il fatto che molti regioni hanno bloccato l'uscita a qualsiasi titolo e anche colleghi vincitori di mobilità non hanno il permesso di trasferirsi.

la seconda ragione è che l'INPS ha ignorato la pandemia, un concorso con comando forse poteva andare prima del 2020 adesso le ASL hanno una carenza di infermieri causata da un aumento di personale per l'assistenza nei reparti diventati covid che è maggiore rispetto ad un reparto standard. In un momento di blocco delle ferie, autorizzare un infermiere ad andarsene non ha senso.

L'ipotesi è plausibile dato che come riporta il testo molti colleghi, forse tutti, si sono iscritti al concorso senza aver allegato il nulla osta per il comando.

L'INPS potrebbe riuscire a concludere un concorso nazionale per infermieri annullando questo e indicendo un classico concorso per infermieri a tempo determinato.

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