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✓Per contenzione s’intende quell’atto che, attraverso l’uso di mezzi (fisici, meccanici, farmacologici e ambientali), limita i movimenti volontari di tutto o di una parte del corpo della persona assistita. I presidi che riducono o limitano il movimento di una persona vengono considerati mezzi di contenzione quando essa sia incapace o impossibilitata a rimuoverli.

✓ La contenzione non è atto terapeutico e non ha finalità preventiva, di cura o riabilitativa.

✓ I mezzi di contenzione devono essere utilizzati solo nei casi di estrema necessità, cioè in presenza situazioni di eccezionale gravità nelle quali sussista un pericolo grave e attuale di condotte autolesive e/o eterolesive non altrimenti evitabile e gestibile. Devono altresì essere utilizzati solo per il tempo strettamente necessario, essere proporzionati alle circostanze nonché richiedere le modalità meno invasive possibili.

 

 

 

✓ La valutazione interprofessionale e multidimensionale rappresenta il primo intervento efficace per identificare i fattori scatenanti l’uso della contenzione.

✓ A seguito della valutazione è importante informare la persona assistita e i suoi familiari/caregivers sulle strategie alternative ritenute opportune e sulle eventuali azioni di contenzione da intraprendere.

✓ È essenziale formare il personale, sensibilizzarlo sul rischio potenziale di eventi avversi nonché violazione dei diritti fondamentali della persona che la contenzione può generare.

✓ È importante identificare e mettere in atto modalità assistenziali alternative di tipo clinicoassistenziale, psicologico e ambientale finalizzate a evitare la contenzione.

✓ Qualora gli interventi messi in atto per prevenire la contenzione siano risultati inefficaci, gli operatori sanitari possono ricorrervi come extrema ratio.

✓ Il soggetto a cui rimettere la decisione (non prescrizione) del provvedimento contenitivo è il medico e, solo in sua assenza e per situazioni urgenti, possono provvedere in sua vece altri professionisti sanitari.

✓ Almeno ogni 2 ore e sotto costante supervisione, la contenzione deve essere interrotta (per non meno di 10 minuti) per consentire alla persona assistita di muoversi.

✓ La durata dell’atto contenitivo non dovrebbe superare di norma le 12 ore consecutive, potendo prolungarsi fino ad un massimo di 24 ore nei casi che lo richiedono. Oltre le 24 ore, la contenzione potrà essere prolungata solo attraverso una nuova indicazione del medico di reparto controfirmata dal Responsabile/Direttore dell’U.O.

✓ All’interno della documentazione sanitaria deve essere chiaramente tracciato il percorso di valutazione, attuazione di modalità assistenziali alternative laddove possibili, pianificazione, gestione e monitoraggio della contenzione.

✓ Ogni Azienda sanitaria si deve dotare di apposita procedura per la gestione della persona assistita sottoposta a contenzione

 Inizia così il documento pubblicato nel BUR Emilia-Romagna BUONE PRATICHE PER LA PREVENZIONE DELLA CONTENZIONE IN OSPEDALE aggiornato nel Febbraio 2021.

Il documento è incentrato sui problemi attuali e riesce ad entrare nel dettaglio di cosa è la contenzione.

Le sponde al letto sono contenzione?

Le sponde sono contenzione anche quando le chiede il paziente?

Le sponde quando si possono definire come ausilio e quando non lo sono?

L'infermiere può applicare le contenzioni di propria iniziativa?

Il medico è obbligato a prescrivere le contenzioni?

La contenzione può essere continua o andrebbe interrotta regolarmente?

Il documento è sole 73 pagine ma è utile nel quotidiano dell'infermiere e dell'OSS perchè consente un approfondimento ben strutturato.

Ricordiamoci che la contenzione  lede dei diritti fondamentali dell’individuo costituzionalmente protetti, in molte circostanze l’atto di contenzione potrebbe configurare diversi reati tra cui:

− abuso di mezzi di contenzione e disciplina (art. 571 c.p.);

− maltrattamenti (art. 572 c.p.);

− sequestro di persona (art. 605 c.p.);

− violenza privata (art. 610 c.p.);

− lesioni personali colpose (art. 590 c.p.) e omicidio colposo (art. 589 c.p.) in caso di danno psicofisico o morte in conseguenza dell’attuazione illegittima di misure di contenzione. 

Ricorda la gestione della contenzione va pianificata nell'interesse dell'assistito e non pensando solo di evitare problemi legali.

Introduzione tratta dal socumento, BUONE PRATICHE PER LA PREVENZIONE DELLA CONTENZIONE IN OSPEDALE Ultimo aggiornamento Febbraio 2021 pubblicato nel BUR E-R n.74 del 18.03.2021 pprovazione del documento di indirizzo tecnico alle strutture sanitarie della Regione in materia di buone pratiche per la prevenzione della contenzione

 

Foto di Cor Gaasbeek da Pixabay 

 

 

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