Infermieri master online

Nell’ultimo secolo la sanità ha fatto un enorme passo in avanti. Le riforme, le nuove tecnologie e le scoperte hanno imposto ai medici e agli infermieri sfide notevoli nell’adattamento alla nuova realtà. E qui non si punta soltanto sull’allargamento delle conoscenze specifiche riguardanti la professione. La complessità di tutti questi cambiamenti hanno portato il mondo sanitario adesso più che mai ad introdurre le innovazioni nella sua gestione.

Gli strumenti diagnostici sempre più innovativi e le tecniche basate sulle evidenze ovviamente hanno reso il processo assistenziale più sicuro, ma purtroppo non sono riusciti ad eliminare gli errori degli operatori. “Il problema reale non è quello di impedire ai medici incompetenti di danneggiare e talvolta uccidere i loro pazienti, ma di ridurre al minimo gli errori dei medici bravi”– cosi ha detto nell’anno 1999 un medico, chirurgo e giornalista statunitense Atul Gawande.

Nell’anno 2017 questa affermazione finalmente ha avuto il riscontro anche nella legislatura italiana. La legge 24/2017, nota anche come la legge Gelli-Bianco ha introdotto diversi elementi innovativi nel processo assistenziale, ma il tema principale è decisamente quello della “sicurezza delle cure e il coinvolgimento diretto di tutti gli operatori all’attività di prevenzione e gestione del rischio sanitario”. Infatti questa “riforma” è stata programmata per cambiare il pensiero di medici e infermieri sul concetto dell’errore, affermando che esso non è soltanto un fallimento, ma rappresenta un’opportunità per imparare e migliorare.

Cosa allora possono fare gli operatori sanitari per realizzare il messaggio degli onorevoli Federico Gelli e Amedeo Bianco? Proprio quello che ha detto Atul Gawande: “ridurre al minimo gli errori”. Come? – Segnalandoli!

In seguito della legge 24/2017 il sistema delle segnalazioni degli errori ha avuto un grosso sviluppo nelle aziende sanitarie ed ospedaliere passando da una semplice forma cartacea ad un vero portale collegato direttamente con ufficio di Rischio Clinico. Vediamo ora come funziona questo sistema.

Ogni segnalazione va effettuata con l’aiuto del sistema sopranominata, che ha preso il nome “Incident Reporting” (dal inglese: “un resoconto degli incidenti”), che rappresenta un applicativo informatico messo a disposizione a tutti gli operatori sanitari attraverso l’intranet aziendali.

Una volta effettuata la segnalazione entrano in gioco i Facilitatori del Rischio Clinico - le figure che perseguono l’obiettivo di diffondere nei singoli reparti la cultura del rischio, occupandosi della manutenzione del portale delle segnalazioni, dell’organizzazione dell’Audit ed analisi degli eventi accaduti in collaborazione con le altre figure preposte alle attività di gestione del Rischio Clinico.

Come il passo successivo intervengono i Referenti delle diverse aree aziendali, che a sua volta sono rappresentati dagli operatori sanitari aventi il compito di costituire raccordo tra l’ufficio di Rischio Clinico e Medicina Legale ed i Facilitatori delle unità operative collaborando con loro nell’organizzazione di Audit ed analisi degli eventi contribuendo nel frattempo alle attività specifiche nel PARM (Piano Annuale di Risk Management).

Il successivo step nella gestione del Rischio Clinico è rappresentato dai diversi Preposti, con le funzioni bel precise:

  • Gestione Flusso SIMES, cioè del Sistema Informativo per il Monitoraggio degli Errori in Sanità, stabilito il 20 marzo 2008. Questa figura si occupa dell’invio delle segnalazioni al portale regionale e collabora nella gestione dei sistemi informativi del rischio clinico.
  • Coordinamento Referenti Aziendali, figure preposte alle attività di coordinamento delle attività dei Referenti di area del Rischio Clinico nell’organizzazione di Audit interni, M&M (Mortality&MorbidityReview), RCA (Root Causes Analysisi); FMEA (Failure Mode and Effect Analysis); FMECA (Failure Mode, Effects and Criticality Analysis), correlati agli eventi segnalati. Inoltre il loro compito si diffonde sull’organizzazione delle attività dei Referenti di area per il conseguimento degli obiettivi del Piano Annuale di Risk Management (PARM).
  • Gestione Sicurezza Paziente, preposto che per l’espletamento delle sue funzioni si avvale della collaborazione del Coordinatore dei Referenti di area e dei Facilitatori di unità operative, nonché di tutti gli operatori sanitari, ed effettua la verifica dell’implementazione dei piani di miglioramento, della loro efficacia sul campo e l’applicazione e promozione delle buone pratiche per la sicurezza dei pazienti. D’altronde gestisce i sistemi informativi del rischio clinico, compreso quello SIMES e svolge il compito di referente per il Rischio Clinico per l’implementazione della Cartella Clinica Informatizzata in azienda.
  • Referente scientifico del Rischio Clinico, la figura che si occupa della diffusione della cultura del Rischio Clinico attraverso la progettazione e gestione di corsi ed eventi formativi.

Il vertice di tutta questa rete è occupato da Clinical Risk Manager che svolge il ruolo di coordinatore di tutte le attività relative alla gestione del Rischio Clinico:

  • Predispone il Piano Annuale di Risk Management (PARM), definendo le attività per la prevenzione del rischio clinico e la sicurezza delle cure;
  • Valida le risultanze degli Audit Interni, M&M Review e di altre tipologie di analisi degli eventi;
  • Promuove interventi mirati al contenimento degli eventi avversi;
  • Monitora i dati riguardanti i flussi SIMES;
  • Promuove le attività di valutazione e gestione reattiva e proattiva del rischio;
  • Promuove e monitora le azioni di identificazione e prevenzione dei rischi legati al processo di cura;
  • Verifica formalmente la struttura delle Procedure, Protocolli, PDTA aziendali, la loro adesione alle normative di riferimento ed il rispetto delle raccomandazioni ministeriali per la prevenzione di eventi avversi/sentinella;
  • Identifica e analizza gli incidenti e gli eventi avversi per l’elaborazione delle mappature dei rischi.

Ovviamente la gestione del Rischio Clinico può leggermente variare da un’azienda all’altra, ma come vediamo, rimane comunque un processo abbastanza complesso, che coinvolge parecchie figure e persegue uno scopo bel preciso: la crescita dell’intera organizzazione aziendale e dei singoli operatori sanitari, costituendo un fondamento per un miglioramento continuo delle attività.

Ma ritornando agli eventi near miss, avversi e sentinella bisognerebbe dire un paio di parole su quale di essi devono essere segnalati obbligatoriamente e la segnalazione dei quali invece è facoltativa.

Rivolgendosi alle procedure delle diverse aziende sanitarie ed ospedaliere riguardanti il Rischio Clinico, possiamo vedere che quasi tutte di loro determinano come segnalazioni obbligatorie solo gli eventi sentinella (particolari tipi di eventi avversi con esito grave). Gli eventi near miss (errore intercettato e/o evento senza danno) e gli eventi avversi con esiti lievi o moderati invece sono considerati come volontari. Ma in ogni caso le segnalazioni devono avvenire tempestivamente al verificarsi dell’evento/quasi evento o comunque il primo possibile. A tale attività le aziende impongono tutti gli operatori sanitari anche nel solo caso di venuta conoscenza dell’evento stesso.

Inoltre il sistema informatico d’Incident Reporting permette la segnalazione di tutti gli eventi, salvo l’evento sentinella “Morte materna”, che deve essere obbligatoriamente segnalato con apposito modulo predisposto dalle Regioni. I moduli cartacei per la segnalazione restano comunque alla disposizione degli operatori e devono essere utilizzati solo nel caso di malfunzionamento dell’applicativo aziendale.

Infine è utile evidenziare alcuni requisiti principali del sistema di segnalazione, che trovano il rispecchiamento anche nella legge Gelli-Bianco (art. 16 in particolare: I verbali e gli atti conseguenti all’attività di gestione del rischio clinico non possono essere acquisiti o utilizzati nell’ambito di procedimenti giudiziari):

  • Non Punitivo: chi segnala non deve essere sottoposto a ritorsioni o punizioni.
  • Confidenziale: l’identità del paziente, del segnalatore e delle istituzioni coinvolte è anonima; le informazioni confidenziali non vengono mai comunicate a terzi.
  • Indipendente: il sistema è indipendente rispetto a qualsiasi ufficio con potere punitivo nei confronti del segnalatore o dell’organizzazione.
  • Tempestivo: le segnalazioni sono analizzate in tempi brevi e le azioni di riduzione del rischio sono diffuse tra gli interessati.
  • Orientato al sistema: le raccomandazioni si focalizzano su cambiamenti nel sistema, nei processi e nei prodotti, più che sulle performance individuali.

Come vediamo, le procedure aziendali per la gestione del Rischio Clinico hanno recepito a pieno il messaggio del legislatore inviato nel 2017 creando e mettendo a disposizione un intero sistema che favorisce il riconoscimento dell’errore, la sua analisi e prevenzione. A noi, operatori sanitari, spetta soltanto la maggiore adesione a tale processo.

Perché solo con gli sforzi comuni si può migliorare l’intera sanità e realizzare il pensiero del legislatore che le cure possono e devono essere sicure.

 

Foto di Steve Buissinne da Pixabay 

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