Infermieri master online

Dimostrazione per l'ambiente

La prima cosa che verrebbe spontaneo chiedere, soprattutto visto l'impegno degli infermieri in questo periodo pandemico, è un contratto che dia uno stipendio più alto. Ma non è solo una questione di euro netti in più, ma anche di qualità della vità (QOL) il contratto della maggioranza degli infermieri che lavorano nel settore pubblico è il CCNL sanità 2016-2018 ed è disponibile online sul sito dell'agenzia ARAN, con tutti i contratti dal 1995 ad oggi.

Il sindacato è quello che firma per nome dei lavoratori il CCNL, ma che cos'è un sindacato?

Il primo passo si mette in atto con l'iscrizione, quando ci si associa al sindacato, ma il tuo è un passo che è iniziato ai primi del 1800 in Inghilterra e nella seconda metà del 1800 iniziava a diffondersi in tutta Europa.

Il Sindacato è l'associazione dei lavoratori, più i lavoratori parteciperanno attivamente all'attività sindacale tanto più il  sindacato sarà dei lavoratori stessi

Molti infermieri snobbano i sindacati, spesso è per la logica che se ti iscrivi hai un marchio e appartieni ad una corrente o all'altra, oppure non si iscrivono perchè adesso non hanno bisogno, ma poi appena c'è un problema corrono a chiedere.

La situazione economica degli infermieri nel tempo si è deteriorata: nel 1995 la paga base di un infermiere era di 560 euro mentre le indennità sono le stesse di oggi, ovviamente il peso economico era molto diverso, fare una docenza a 25 euro/ora voleva dire che con 20 ore avevi un altro stipendio lordo, oppure quei 100-150 euro di indennità di turno che prendiamo oggi e sono le stesse del 1995, ma avevano un peso diverso in una paga base che era 4 volte meno.

Il nuovo CCNL ha degli aspetti di protezione che sono nuovi ma altri si sono persi o non sono mai stati presi in considerazione:

Non sono molti i punti che potrebbero migliorare le condizioni dell'infermiere per migliorare lo stipendio e la qualità della vita, io penso che 10 punti siano sufficienti:

1) anzianità di servizio,

L'anzianità di servizio è data dal periodo di lavoro che complessivamente un lavoratore matura con il proprio datore di lavoro, nel contratto 2016-2018 è completamente ignorata, il contratto prevede dei livelli, la cui erogazione è a discrezione del datore di lavoro che sceglie criteri di valutazione per affidarli che non dipendono dall'anzianità ma da quanti soldi vuole dare.

Eppure sarebbe semplice fare come le aziende metalmeccaniche che hanno degli scatti di anzianità ogni 2 anni e mi piacerebbe sapere cosa succederebbe se un'azienda si rifiutasse di riconoscerglieli.

2) anzianità di reparto e specialista

L'anzianità di reparto si matura dal momento che si è assegnati ad un servizio, così dopo 5 anni il CCNL 2016-2018 prevede che l'infermiere sia definito esperto. Questa anzianità andrebbe collegata ad importi minimi previsti direttamente sul CCNL e non discrezionali. Così come anche l'identificazione dei posti di lavoro dove un infermiere possa essere considerato specialista con master andrebbero pubblicati e resi trasparenti, tenendo presente che ci sono molti posti che già dovrebbero essere considerati tali. Definire un importo minimo da CCNL che l'azienda può aumentare in caso di progetti mirati.

3) bloccare lo scambio di ferie in straordinari

Prima è necessario definire che cos'è lo scambio delle ferie con le ore straordinarie, non dovrebbe esistere, però provo a piegartelo in modo semplice con due esempi:

a) se un mese prendiamo 1 giorno di ferie e a fine mese abbiamo 6 ore di straordinario, allora quel mese non abbiamo fatto le ferie perchè il nostro monteore è stato lavorato.

b) Giovanni va in ferie un mese e le sue ferie le coprono Paola e Marco che accumulano ore straordinarie, il mese successivo Giovanni copre delle ore per Paola e il mese ancora dopo per Marco . Quindi Giovanni un mese scarica 5 giorni di ferie e nei due mesi dopo accumula le ore come straordinario.

Questi passaggi sono a vantaggio del datore di lavoro che si risparmia di avere un dipendente in più che faccia da sostituzione, eppure fare le ferie migliora l'efficienza e riduce le malattie.

Questo sistema potrebbe bloccarsi semplicemente impedendo di scaricare le ferie quando ci sono delle ore straordinarie, ma soprattutto inserendo il pagamento automatico della quota di maggiorazione per lo straordinario.

4) indennità per ferie non godute... con i premi di produzione

Questo segue il punto 3, istituire un'indennità per ferie non godute utilizzando i premi di produzione, perchè non ha senso definire che c'è stato un miglioramento della produzione" e poi un infermiere non ha fatto centinaia di ore di ferie o permessi. Sarebbe giusto che prima venissero indennizzati o premiati tutti quelli che hanno straordinari e ferie dell'anno precedente in giacenza e poi quello che resta in premi.

5) indennità per spostamento fra reparti

Quando per esigenze organizzative un reparto chiude e uno apre, la disponibilità ad essere spostati in altri reparti e quindi a riorganizzarsi lavorativamente, dovrebbe essere pagato, in questi giorni di cambio reparto da "pulito" a covid o chiudi un reparto e ne apri un altro, rende l'idea a molti colleghi che un premio sarebbe giusto.

6) abolire le indennità di turno

Superare la logica delle indennità per arrivare ad uno stipendio fisso, per l'infermiere, che superi le differenze fra diurnista e turnista, che incorpori le indennità in un importo unico.

Oggi il diurnista è presente tutti i giorni in reparto, in fasce orarie con il maggior carico di lavoro e viene pagato di meno dell'infermiere turnista.

Il turnista ha delle indennità legate al turno e quando ha il suo meritato riposo per tornare a ritmi biologici normali e va in ferie o ci sono malattie lunghe lo stipendio diminuisce sensibilmente. I colleghi che hanno bisogno di soldi sono quelli che rinunciano per primi alle ferie. O peggio si instaura il fenomeno del presentismo.

Inoltre il turnista quando fa degli straordinari l'importo orario corrisponde ad una cifra che non è maggiore, ma a fatica è pari allo stipendio che già prende, incorporare le indennità nell'importo base, consentirebbe di avere un importo orario più alto con anche straordinari più alti.

7) produttività su innovazioni vere e ricerca, non solo sul quotidiano

Per esempio chiedere all'azienda che i premi di produttività favoriscano l'innovazione e la crescita per offrire un'assistenza all'avanguardia.  Il premio per smaltire le ferie e poi per smaltire gli straordinari o per fare il proprio lavoro quotidiano non dà un vero valore aggiunto al professionista e all'azienda stessa.

Mentre la produttività potrebbe essere legata a raccolte dati sulle ICA, le cadute, le LDP, dati discussi anche a livello locale per aiutare i professionisti a scegliere e migliorarsi.

8) dare più valore alla formazione e alle pubblicazioni

La formazione e le pubblicazioni dovrebbero avere più peso rispetto all'anzianità di servizio, questo potrebbe essere usato come criterio per i premi di produzione, i passaggi di fascia, gli incarichi ecc..

L'effetto sarebbe di una crescita professionale che si autoalimenta nel concetto di formazione continua e potrebbe arrivare alla pubblicazione di riviste professionali interne all'azienda stessa, che consentono una crescita di un senso di collettività professionale e di immagine dell'azienda sanitaria, che alla fine siamo noi.

9) libera professione... lasciamo stare

La libera professione, quella vera con partita iva, nell'immaginario è un lavoro ideale dove ti alzi la mattina e decidi cosa fare, in realtà  lavori tanto e ti preoccupi perchè sei stanco e paghi molte tasse, quando lavori poco e sei a casa ti preoccupi di perdere i contatti è delirante. La libera professione all'interno degli ospedali pubblici è già possibile oltre le 36 ore ed è ben strutturata.

Quindi quale modello vorreste, un infermiere dipendente pubblico che può avere la partita iva o un infermiere dipendente pubblico che può essere rivenduto alle case di cura private?

Lasciamo stare la libera professione, sarebbero ore aggiuntive a cottimo e porterebbero il lavoratore a fare settimane da più di 50 ore, cari sindacati è questo che volete, il motto dei padri fondatori 8 ore per lavorare 8 ore per dormire 8 ore per vivere ve lo siete scordati?

10) i sindacati devono informare direttamente gli iscritti sulle motivazioni di uno sciopero

Un sindacato che non è in contatto con i propri iscritti è debole, non è questione di spot social, ma oggi con la mail, i webinar, youtube è possibile essere in contatto ogni giorno.

Poi invece quando c'è uno sciopero lo scopri perchè ricevi una comunicazione per mail dal datore di lavoro che si deve preoccupare di organizzarsi e dare una riduzione dei servizi anche se non ci sono adesioni reali allo sciopero. Quando il tuo sindacato fa sciopero, e ti chiedi perchè allora non ti ha informato e ti devi chiedere se è il tuo sindacato.

Si dice "sapere è potere", quindi il sindacato dovrebbe favorire il sapere dei suoi iscritti così da poter essere organizzati e partecipi.

Il rinnovo di un contratto potrebbe essere l'occasione per un sindacato di riprendere i contatti con i propri iscritti e non solo per condividere le proprie idee, ma per farsi conoscere, dare un'idea della propria attività ed imparare quali sono i reali bisogni dei lavoratori.

Il CCNL ha perso molto, ma ha introdotto anche molte novità, è indispensabile scegliere il proprio sindacato e sollecitarlo, altrimenti avremo sindacati che andranno avanti a tentoni con degli slogan senza sapere cosa serve ai lavoratori ed è un dramma perchè il sindacato siamo noi lavoratori.

Foto di Dominic Wunderlich da Pixabay

 

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Avatar di Franco Ognibene
Franco Ognibene ha risposto alla discussione #3180 4 Mesi 2 Settimane fa
Sono oltre 100 le risposte, la quasi unanimità è raggiunta sul fatto che i sindacati devono informare di più.