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Soldi pensione, contributi, risparmio

Gli infermieri liberi professionisti si lamentano di pagare troppi contributi ad ENPAPI è un dato reale o solo un'impressione perchè non conoscono quanto pagano gli altri infermieri. Le cifre versate sembrano alte e spesso si legge sui social che sembrano eccessive, ma quanto versano gli altri lavoratori?

ENPAPI è la cassa pensione degli infermieri liberi professionisti a cui vengono versati i soldi che sono accantonati e consentiranno di avere una pensione. 

Innanzitutto c'è da fare un distinguo, all'INPS e ad ENPAPI si pagano dei contributi pensionistici, mentre allo stato si pagano le tasse sui redditi e possono essere molto diverse fra le p.iva e fra i lavoratori dove varia a seconda delle aliquote del reddito.

I contributi pensionistici hanno una funzione diversa da quanto versato per le tasse.

ENPAPI riceve i contributi dagli infermieri che svolgono l'attività professionale sotto diverse tipologie di contatto e le aliquote sono diverse a seconda se si è un libero professionista o un lavoratore con forme di collaborazione.

L'infermiere libero professionista deve essere obbligatoriamente iscritto ad ENPAPI, i contributi da versare sono il 16% del reddito netto, mentre il 4% andrebbe richiesto al committente e quindi non dovrebbe incidere sul fatturato. La contribuzione da versare prevede come contributo minimo 1600 euro annuali e 150 euro come contributi di maternità.

L'infermiere che svolge attività di collaborazione, deve essere iscritto all'ENPAPI, la collaborazione occasionale per docenze o altro, prevede un 33%, diviso i 2/3 al committente e 1/3 al professionista. La collaborazione occasionale paga i contributi ENPAPI anche per importi minimi, in quanto non prevede un importo soglia come l'INPS che fino a 5000 euro, non chiede nulla.

Quanto pagano le altre p.iva o i lavoratori con l'INPS?

Il libero professionista con attività professionale versa il 24% e il 4% aggiuntivo, non c'è un minimo da versare.

Il libero professionista con attività del commercio, versa il 27% ed è previsto un versamento minimo di 3600 euro calcolati su un minimo di 15000 euro e se si fattura di meno sono dolori.

Il lavoratore dipendente quanto versa ad INPS?

Posso solo far osservare il mio CUD 2020 dove come infermiere con 1500 euro di stipendio, avevo un'imponibile pensionistico di 30.000 euro e che ad INPS sono dovuti 9.800 euro di cui 2.600 pagati dal dipendente e il resto dal datore di lavoro.

ENPAPI chiede davvero molti contributi?

Se facessimo una graduatoria di chi versa più contributi:

  1. Infermieri con collaborazioni occasionali 33%
  2. lavoratore dipendente
  3. p.iva commercio 27% con minimo di 3600 euro
  4. p.iva professionista 24% parimerito con infermiere collaborazione occasionale e altri contributi versati
  5. infermiere libero professionista 16%

La questione è sicuramente molto più articolata, ma la semplificazione consente di osservare che il committente propone spesso tariffe a proprio vantaggio, assumendo liberi professionisti ad un costo inferiore del dipendente, ma soprattutto propongono tariffe orarie sovrastimate perchè inclusive del 4% per i liberi professionisti o inclusive del 33% per le collaborazioni occasionali.

Il libero professionista con il 16% di contributi questo fa si che ENPAPI non verserà mai un importo pensionistico dignitoso rispetto a quanto fatturato. Il libero professionista di conseguenza deve accantonare i soldi e gestirli in autonomia, con fondi pensione o altri investimenti, in previsione di una pensione di vecchiaia o di una ricongiunzione con INPS che potrebbe chiedere una differenza per equiparare i contributi. 

La conclusione può essere una sola, che ENPAPI chiede pochi contributi ai liberi professionisti rispetto ad INPS, ma c'è da tenere presente che invece a chi fa qualche docenza ed ha già dei contributi INPS chiede il 24% una contribuzione inutile che non dara mai un importo utile ad integrare un reddito pensionistico.

 

 Foto di Nattanan Kanchanaprat da Pixabay 

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